Rodrigo Amado This Is Our Language
European Echoes
di Giuseppe Mavilla
E’ sempre il free jazz la cifra stilistica dell’espressività musicale del sassofonista portoghese Rodrigo Amado che questa volta, ed è per la quarta volta, si propone con il suo quartetto stellare, americano, denominato “This Is Our Language” che comprende il sassofonista John McPhee, il batterista Chris Corsano e il contrabbassista Kent Kessler.
Amado a tutto ciò affianca una citazione del poeta e scrittore Amiri Baraka intitolata Wailers, da qui il titolo dell’intero album e della traccia che lo apre con i due fiati in primo piano, Amado sul canale sinistro, McPhee sul destro, entrambi al sax tenore ad intrecciare i loro percorsi. Ritmi travolgenti ed un climax che lievita in improvvisazione totale. Non ci sono pause o interludi, solo sul finire del brano il clima si rasserena e arriva “Hot Folk” con l’intro di archetto e batteria. Il quartetto cerca assonanze da cui dare il via alla performance, ben presto l’ambient torna ad infuocarsi con il solo di McPhee per poi mutare in una ballad soffusa con i due sax che sembrano danzare sinuosi sulla scena sonora.
Canti di uccelli aprono “Theory of Mind III” (for Joe) dedicata da Amado, Kessler e Corsano a McPhee, mentre un flusso sonoro prende forma e movimento. L’archetto di Kessler e il tenore di Amado danno vita ad un dialogo supportato dal ritmo incessante della batteria di Corsano e del contrabbasso di Kessler. Frenesia e urgenza espressiva ancora in primo piano, due aspetti che non mancano neanche nel successivo “Subterranean Night Color” con il solo di McPhee, brano che regala uno splendido solo di batteria ad opera di Corsano, prima di sfociare in un territorio dalle sfumature cameristiche. Si chiude con "Blue Blowers" brano fluido e magnificamente strutturato con meno asperità, meno contrasti e tanto interplay.
Ancora un’opera di grande rilievo per il quartetto
che si aggiunge ai precedenti e che da l’esatta misura di quanto sia ben
riuscito quello che di fatto è un connubio europa-america in seno al free jazz.

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