lunedì 23 ottobre 2023

CENTRODARTE23 – SECONDA PARTE

 Dal 5 Ottobre al 30 novembre 2023

Il 26 ottobre al Teatro Torresino è la volta di Andrea Centazzo, percussionista, compositore, tra i pionieri della free music europea, ormai da trent’anni cittadino USA. Centazzo torna a Padova con una delle sue performance solistiche in cui opera al centro di un nutritissimo arsenale di percussioni, un formato che inaugurò nel corso degli anni 70 allorché comparve diverse volte nelle stagioni del Centro d’Arte. Uno di questi memorabili episodi, risalente al 1977, verrà presentato per l’occasione in anteprima nella forma di album, edito dall’etichetta Holidays: si tratta di un duo ad altissima temperatura con Evan Parker, padre fondatore dei nuovi linguaggi improvvisativi.



Il 10 novembre si torna alla Sala dei Giganti con Alessandro Bosetti, inclassificabile artista che da anni si muove al confine tra musica composta, improvvisata, poesia, teatro e sound art sviluppando una creatività sempre soprendente. Questa volta Bosetti riprende una celebre composizione pianistica di Robert Schumann, il Carnaval, per riscriverlo a suo modo: «pur conservando la struttura episodica dell’originale ne stravolge la musica e rimuove i personaggi per sostituirli con ritratti sonori di figure indeterminate, identità aperte e immaginarie, come se si trattasse di fotografie sovraesposte in cui dei volti si trasformano in macchie di luce». Gli episodi di questo Carnaval 2, inframmezzati da ‘sipari’ elettroacustici, sono affidati alle mani di un pianista virtuoso ed eclettico, l’olandese Reinier van Houdt.



L’anno si chiude dunque il 30 novembre presso la Sala dei Giganti con il quartetto euro-americano “The Bridge”, recente progetto di Rodrigo Amado, prolifico ed energico sassofonista portoghese, che ha riunito attorno a sé un gruppo di solisti dediti alla libera improvvisazione. Amado ha convocato per l’occasione un altro dei padri fondatori, il pianista Alexander von Schlippenbach, fondatore negli anni 60 della Globe Unity Orchestra e leader di decine di altri organici, un primattore delle percussioni come Gerry Hemingway (già con Anthony Braxton anni ’80), e il contrabbassista Ingebrigt Haker Flaten, esponente di una generazione più giovane, affermatosi in diversi gruppi della scena nordeuropea prima di trasferirsi negli Stati Uniti.


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