mercoledì 10 giugno 2026

Disquiet

 The Necks

 Northern Spy Recods

Disquiet di The Necks è un capolavoro assoluto di minimalismo e improvvisazione. Pubblicato nell'ottobre 2025 dalla Northern Spy Records, questo album triplo supera le tre ore di durata attraverso quattro monumentali tracce.

Il trio australiano composto da Chris Abrahams (pianoforte, organo Hammond), Tony Buck (batteria, percussioni, chitarra elettrica) e Lloyd Swanton (basso, contrabbasso) firma una delle opere più ambiziose e ipnotiche della sua quarantennale carriera. La struttura di Disquiet rifugge la forma-canzone tradizionale per abbracciare un'estetica puramente evolutiva, muovendosi sui confini sottili dell'ambient e del jazz contemporaneo. Il cuore dell'album risiede nella ripetizione e nella micro-variazione: gli ostinati ritmici e sonori fungono da ancora per l'ascoltatore, mentre i dettagli timbrici cambiano in modo quasi impercettibile. 

L'aspetto ambient si manifesta nelle dilatazioni temporali e nell'uso magistrale dei silenzi e delle risonanze, richiamando il misticismo cosmico dei Popol Vuh e il minimalismo di Steve Reich. L'interattività jazz emerge da un interplay telepatico, dove ogni musicista reagisce istantaneamente alle minime sfumature generate dagli altri, trasformando l'improvvisazione in rigorosa architettura sonora. 

"Rapid Eye Movement" (57:07) che occupa un intero cd, è una traccia immersiva e dilatata, guidata da synth morbidi e percussioni asimmetriche che simulano l'incedere di una pioggia estiva e flussi onirici mentre "Ghost Net" (1:14:01) che riempie l’altro cd, è il brano più inquietante e destrutturato dell'opera. Buck sperimenta strutture metalliche vicine alla musique concrète, termine tecnico coniato storicamente in Francia dal compositore e teorico Pierre Schaeffer nel 1948, mentre l'organo e il contrabbasso generano un groove sghembo che avvolge l'ascoltatore. 

Il finale celestiale si dispiega con "Causeway" (26:07): inizia con un pianoforte intimo e un organo accennato, per poi esplodere a metà percorso in una cavalcata ritmica serrata, quasi post-punk, e   con "Warm Running Sunlight" (32:15) che con l’appena citata traccia occupa il terzo cd: una preghiera spirituale guidata dai piatti della batteria e da accordi di piano riverberati che richiamano la sacralità dell'ultimo John Coltrane. 

Disquiet non è un album da sottofondo. Richiede un'attenzione attiva e quasi liturgica per essere assimilato. Più che una destinazione, la musica di The Necks offre un viaggio e un'esperienza psicologica in cui il tempo si piega e si dilata, trasformando l'inquietudine del titolo in una forma superiore di catarsi e meditazione.

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