The Necks
Disquiet di The Necks è un capolavoro assoluto di minimalismo e improvvisazione. Pubblicato nell'ottobre 2025 dalla Northern Spy Records, questo album triplo supera le tre ore di durata attraverso quattro monumentali tracce.
L'aspetto ambient si manifesta nelle dilatazioni temporali e nell'uso magistrale dei silenzi e delle risonanze, richiamando il misticismo cosmico dei Popol Vuh e il minimalismo di Steve Reich. L'interattività jazz emerge da un interplay telepatico, dove ogni musicista reagisce istantaneamente alle minime sfumature generate dagli altri, trasformando l'improvvisazione in rigorosa architettura sonora.
"Rapid Eye Movement" (57:07) che occupa un intero cd, è una traccia immersiva e dilatata, guidata da synth morbidi e percussioni asimmetriche che simulano l'incedere di una pioggia estiva e flussi onirici mentre "Ghost Net" (1:14:01) che riempie l’altro cd, è il brano più inquietante e destrutturato dell'opera. Buck sperimenta strutture metalliche vicine alla musique concrète, termine tecnico coniato storicamente in Francia dal compositore e teorico Pierre Schaeffer nel 1948, mentre l'organo e il contrabbasso generano un groove sghembo che avvolge l'ascoltatore.
Il finale celestiale si dispiega con "Causeway" (26:07): inizia con un pianoforte intimo e un organo accennato, per poi esplodere a metà percorso in una cavalcata ritmica serrata, quasi post-punk, e con "Warm Running Sunlight" (32:15) che con l’appena citata traccia occupa il terzo cd: una preghiera spirituale guidata dai piatti della batteria e da accordi di piano riverberati che richiamano la sacralità dell'ultimo John Coltrane.
Disquiet non è un album da sottofondo. Richiede un'attenzione
attiva e quasi liturgica per essere assimilato. Più che una destinazione, la
musica di The Necks offre un viaggio e un'esperienza psicologica in cui il
tempo si piega e si dilata, trasformando l'inquietudine del titolo in una forma
superiore di catarsi e meditazione.

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