lunedì 13 maggio 2024

New Concepts In Piano Trio Jazz

Matthew Shipp Trio

Esp-Disk’


di Giuseppe Mavilla

A meno di un anno dal suo ottimo album in piano solo The Intrinsic Nature Of Shipp, di cui potete leggera la mia recensione qui, il pianista Matthew Shipp torna ad operare in trio in questo nuovo lavoro. Con a fianco Michael Bisio al contrabbasso e Newman Taylor Baker alla batteria ecco New Concepts In Piano Trio Jazz, a detta di Shipp  un album avanti di secoli rispetto a World Construct,  precedente lavoro dello stesso trio datato giugno 2022.

Qui Shipp enuncia  nuovi concetti sul piano trio, nelle otto tracce che compongono l’album non c’è nulla di convenzionale e di già ascoltato. L’interplay fra i componenti il trio è intenso ma generato dall’istantanea improvvisazione come accade ogni volta che si ascolta Shipp,  un esercizio di improvvisazione-composizione che stupisce e coinvolge. Ma quello che sorprende ancora di più è che ognuna di queste otto tracce sembra composta e strutturata da un ipotetico studio compositivo operato a monte della definitiva stesura del brano.

Invece no! tutto nasce il 2 agosto 2023 ai Park West Studios di New York sotto l’egida di un grande ingegnere del suono come Jim Clouse e con la produzione di Steve Holtje della Esp Disk’. La traccia iniziale è “Primal Poem” dal tema struggente e lirico che il fraseggio di Shipp esalta come meglio non si potrebbe, tre minuti e quarantacinque secondi in cui l’essenza del brano viene rimodulata e reinventata più volte. A seguire “Sea Song” sussurrata dall’intro di spazzole di Taylor Baker, quasi una ballad dal tema sfuggente ma dall’atmosfera grigia, triste e ricca di fascino. 

“The Function” è un giro di blues ridotto che rincorre il jazz, non disdegna lo swing ma travolge chi ascolta tra sconfinamenti ritmici improvvisi e cluster inaspettati. L’ascolto di “Tone IQ” mi catapulta in un’atmosfera rarefatta e cameristica, Bisio impugna l’archetto e si fa interprete di sonorità liriche, a volte in tonalità gravi,  in dialogo con Shipp, tra le appropriate e delicate pennellate ritmiche di Taylor Baker. E poi le tracce che rimangono prima della fine: il sempre estasiante e immenso piano solo di Shipp in “Bran Work” e la conclusiva “Coherent System” tra sprazzi lirici, urgenza espressiva, tumulti ritmici e brevi interludi.

Grande album che non smetterete mai di ascoltare, Shipp, Bisio e Taylor Baker ridisegnano ruoli e metodologia espressiva del piano trio, un album che può divenire un riferimento nell'evoluzione della dialettica jazz.

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